Natura

Pantano della Zittola

Una delle torbiere appenniniche più estese d'Italia, a 820 metri: zona umida protetta (ZSC Natura 2000) dove pascolano allo stato brado i cavalli Pentro.

Descrizione

A sud-est dell’abitato di Montenero Val Cocchiara, a 820 metri di quota, si apre una delle torbiere appenniniche più estese d’Italia: il Pantano della Zittola, un’ampia pianura alluvionale bordata da una catena di rilievi che la fanno apparire come un anfiteatro naturale. È tutelata come Zona Speciale di Conservazione della Rete Natura 2000 (codice IT7212126, “Pantano Zittola — Feudo Val Cocchiara”), per un’estensione di circa 1.247 ettari, ed è situata nella zona di protezione esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Secondo lo studio dell’ARPA Molise (2005) dedicato a questo sito, in origine la depressione era occupata da un lago con acque relativamente profonde: nel tempo i sedimenti trasportati dal torrente Zittola e dai numerosi rivoli laterali hanno colmato il fondo, dando origine all’attuale torbiera. Un sistema di sorgenti carsiche — tra cui La Pescara, Capo Foce, Il Pozzo e S. Sisto — alimenta il Pantano con una portata complessiva che può superare gli 800 litri al secondo nei periodi di piena, mantenendo il pianoro allagato per buona parte dell’anno.

L’ambiente umido, che alterna prateria, palude, torbiera, bosco e torrente, favorisce la sosta di specie ornitiche a rischio di estinzione durante le migrazioni. Le sue praterie ospitano da secoli il pascolo allo stato brado di bovini ed equini: qui vive libero il cavallo Pentro, la razza equina autoctona molisana, oggi a rischio di estinzione e al centro di programmi di conservazione. Lo stesso studio ARPA segnala però anche una fragilità reale: il sovrapascolo disturba le comunità vegetali tipiche di torbiera, che sopravvivono solo a mosaico invece che come popolamenti compatti.

Nell’aprile 2026 il WWF Abruzzo ha presentato un esposto alla Procura di Sulmona per lavori di rimozione della vegetazione ripariale lungo un tratto del torrente Zittola tra Castel di Sangro e i comuni molisani confinanti, in un’area adiacente e in parte interna alla stessa Zona Speciale di Conservazione — nessun esito noto al momento della stesura di questa scheda.

Informazioni pratiche

Orari
Area naturale ad accesso libero, nessun orario di apertura. Nessuna infrastruttura di visita organizzata risulta documentata sul posto (percorso segnalato, pannelli).
Ingresso
Gratuito

Come arrivare

Nei dintorni

Domande frequenti

Cos'è il Pantano della Zittola?

Una delle torbiere appenniniche più estese d'Italia, a 820 metri di quota nel territorio di Montenero Val Cocchiara: una pianura alluvionale alimentata da sorgenti carsiche, tutelata come Zona Speciale di Conservazione Natura 2000 (codice IT7212126) su circa 1.247 ettari.

È vero che al Pantano della Zittola vivono cavalli allo stato brado?

Sì: le sue praterie ospitano da secoli il pascolo libero di bovini ed equini, incluso il cavallo Pentro, la razza autoctona molisana oggi a rischio di estinzione.

Il Pantano della Zittola fa parte di un'area protetta?

È una Zona Speciale di Conservazione della Rete Natura 2000 e si trova nella zona di protezione esterna del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Fonte: ARPA Molise / APAT — CTN_NEB, "La Zona Umida Torbiera: individuazione delle pressioni e del buffer — Caso studio Pantano Zittola-Feudo Val Cocchiara" (settembre 2005, sgi.isprambiente.it); Regione Molise, Rete Natura 2000 (regione.molise.it, areeprotettemolise.it); teleaesse.it e turismoinmolise.com (cavallo Pentro); amolivenews.it (3/4/2026, esposto WWF). Dato sulla superficie allagata stagionalmente (~440 ha, ottobre-maggio) riportato da fonti turistiche non istituzionali, non incrociato con lo studio ARPA: non utilizzato in scheda.