Riserva della Biosfera MAB UNESCO Collemeluccio-Montedimezzo
Due boschi gemelli dell'Alto Molise, riserva della biosfera UNESCO dal 1977: a Collemeluccio l'abete bianco relitto, a Montedimezzo cerro e faggio.
Foto: aledm90, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Descrizione
La Riserva della Biosfera MAB UNESCO “Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise” nasce dall’unione di due riserve naturali statali distinte, entrambe istituite nel 1971 e gestite dai Carabinieri Forestali: la Riserva di Collemeluccio, nel comune di Pescolanciano, e la Riserva di Montedimezzo, qui a Vastogirardi. Dal 1977 le due riserve sono riconosciute insieme dall’UNESCO come riserva della biosfera del programma “Man and the Biosphere” (MAB) — una delle prime otto in Italia, insieme al Circeo. Nel 2014 il riconoscimento è stato ampliato e ridenominato, estendendo la zona cuscinetto e di transizione su sette comuni dell’Alto Molise (Carovilli, Chiauci, Pescolanciano, Pietrabbondante, Roccasicura, San Pietro Avellana, Vastogirardi) per un totale di circa 25.000 ettari.
Le due riserve custodiscono due ambienti forestali complementari. A Collemeluccio cresce uno dei nuclei più rari dell’Appennino centro-meridionale: un bosco spontaneo di abete bianco (Abies alba), relitto delle antiche abetine che ricoprivano la dorsale appenninica prima delle glaciazioni, oggi sopravvissuto quasi ovunque solo sotto forma di rimboschimenti artificiali. A Montedimezzo domina invece l’equilibrio dinamico tra cerro e faggio tipico del piano submontano dell’Alto Molise, con cinque tipologie di habitat di interesse comunitario riconosciute dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea.
La Riserva della Biosfera è anche un caso particolare nel panorama italiano: è la prima gestita da un consorzio di comuni (l’AssoMAB, con sede a San Pietro Avellana) invece che da un ente Parco nazionale o regionale — un modello di governance che coinvolge direttamente le comunità locali nella tutela del territorio.
Nel bosco vivono il lupo appenninico, con coppie stabili già documentate, cervi, caprioli, daini, cinghiali, tassi, martore e il più raro gatto selvatico; occasionalmente vengono segnalati anche esemplari erratici di orso bruno marsicano. Tra i rapaci, falco pellegrino, nibbio reale, biancone e astore; un censimento del 2007 ha contato 37 specie di uccelli a Montedimezzo e 32 a Collemeluccio. Nei torrenti dell’area vivono ancora i gamberi di fiume, indicatori di acque pulite.
La visita si organizza attraverso due centri: il Centro Visite di Montedimezzo, in località Villa San Michele (Vastogirardi, 950 m), con museo naturalistico privo di barriere architettoniche e un’area faunistica per l’osservazione ravvicinata di alcuni esemplari; e il più piccolo Centro Visite di Collemeluccio (Pescolanciano, 871 m), con area pic-nic. Diversi sentieri partono dai due centri, tra cui l’Anello di Collemeluccio (6,3 km, +223 m, circa 1h50).
Informazioni pratiche
- Orari
- Museo: lun-gio 9:00-12:30/13:00-15:30; ven-dom e festivi 9:00-12:30/13:00-17:30. Accesso a riserva e sentieri: lun-gio 9:00-16:00; ven-dom e festivi 9:00-18:00. Orari validi dal 1° luglio 2026 (fonte: sito ufficiale della riserva) — ingresso su prenotazione presso i centri visita.
- Ingresso
- Gratuito, su prenotazione
- Accessibilità
- Il Centro Visite di Montedimezzo è privo di barriere architettoniche (guide Braille, audioguide, scooter elettrici). Il sentiero attrezzato per disabili "Colle San Biagio" risultava chiuso per sicurezza dal 2022 (rischio caduta piante): stato attuale da riverificare sul posto.
Come arrivare
Nei dintorni
Domande frequenti
Cos'è la Riserva della Biosfera Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise?
È il nome unico, riconosciuto dall'UNESCO dal 1977, di due riserve naturali statali distinte: quella di Collemeluccio, nel comune di Pescolanciano, e quella di Montedimezzo, qui a Vastogirardi. Insieme formano una delle prime otto riserve della biosfera italiane.
Perché il bosco di Collemeluccio è così importante dal punto di vista botanico?
Ospita uno dei pochi boschi spontanei di abete bianco dell'Appennino centro-meridionale, relitto delle foreste che ricoprivano la dorsale appenninica prima delle glaciazioni: oltre l'80% del soprassuolo è abete bianco naturale, non piantato dall'uomo.
Come si visita la riserva?
Attraverso due centri visita, a Montedimezzo (Vastogirardi) e a Collemeluccio (Pescolanciano), con musei naturalistici e sentieri segnalati. L'ingresso è gratuito ma su prenotazione, negli orari pubblicati dal Nucleo Carabinieri Biodiversità di Isernia.
Fonte: rgpbio.it (Raggruppamento Carabinieri Biodiversità); riservamabaltomolise.it; consorzioassomab.it; unesco.org/mab; Wikipedia IT (voci Riserva naturale Collemeluccio e Riserva naturale Montedimezzo, wikitext verificato); comune.vastogirardi.is.it. Superficie dei due nuclei: fonti concordano su 637-638 ettari complessivi; superfici dei singoli nuclei riportate in modo discordante tra fonti (347 vs 363 ha a Collemeluccio, 276 vs 291 ha a Montedimezzo) e non risolte.

