Fiumi

Sorgenti del Volturno (Capo Volturno)

Ai piedi del Monte Rocchetta, a 548 metri, la sorgente più abbondante del fiume Volturno: un geosito con travertino di 75.000 anni e una storia di energia idroelettrica lunga oltre un secolo.

Descrizione

Ai piedi del versante orientale del Monte Rocchetta, a 548 metri di quota, nel territorio di Rocchetta a Volturno, sgorga la sorgente Capo Volturno: la manifestazione sorgentizia più abbondante del fiume Volturno, il più lungo dell’Italia meridionale con i suoi 175 km. Il Volturno nasce propriamente dai Monti della Meta; le acque di Capo Volturno, tra le più copiose, confluiscono nel corso principale poco più a valle, presso Castel San Vincenzo, formando già qui un piccolo specchio d’acqua.

La sorgente eroga in media circa 6,6 metri cubi d’acqua al secondo (stima Regione Molise, 2002), con minimi intorno ai 4,5 m³/s — una portata che ne fa uno dei punti d’acqua più abbondanti dell’Appennino centro-meridionale. L’area è riconosciuta come un vero e proprio geosito, caratterizzato da imponenti depositi di travertino che condizionano il corso del fiume e che si sono formati in oltre 75.000 anni. Al suo interno o nelle immediate vicinanze si trova un habitat di interesse comunitario, i “laghi eutrofici naturali con vegetazione di Magnopotamion o Hydrocharition”, che ospita diverse specie di piante acquatiche.

Le sorgenti fanno parte del settore Mainarde del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise dal 1990, e custodiscono una storia industriale sorprendentemente lunga: già nel 1895 l’ingegnere Boubée ne studiò lo sfruttamento idroelettrico per alimentare Napoli, e con la legge dell’8 luglio 1904 la città ottenne il diritto perpetuo di derivarne circa 16.000 cavalli motore. Il primo kilowatt raggiunse Napoli il 6 gennaio 1916; la linea di trasmissione, con 527 tralicci a 60.000 volt, entrò in funzione il 9 maggio 1920. L’ente che realizzò e gestì l’opera, l’Ente Autonomo Volturno, confluirà poi in Enel con la nazionalizzazione del 1962-63 — lo stesso ente che negli anni ’50 costruì poco distante il Lago di Castel San Vincenzo.

Dalle sorgenti il Volturno scende attraverso Colli a Volturno, Montaquila, Sesto Campano e Venafro prima di lasciare la provincia di Isernia — un intero tratto molisano che condivide la stessa acqua nata qui.

Informazioni pratiche

Orari
Area naturale ad accesso libero, nessun orario di apertura.
Ingresso
Gratuito

Come arrivare

Nei dintorni

Domande frequenti

Dove sono le sorgenti del fiume Volturno?

La manifestazione più abbondante, Capo Volturno, si trova a 548 metri di quota nel territorio di Rocchetta a Volturno; il fiume nasce propriamente dai Monti della Meta, e le acque di Capo Volturno confluiscono nel corso principale poco più a valle, presso Castel San Vincenzo.

Perché quest'area è considerata un geosito?

Per gli imponenti depositi di travertino, formatisi in oltre 75.000 anni, che condizionano ancora oggi il corso del fiume in questo tratto.

Che legame ha questa sorgente con l'energia elettrica di Napoli?

Dal 1904 la città di Napoli ottenne il diritto di derivare energia da queste acque: il primo kilowatt arrivò a Napoli nel gennaio 1916, grazie all'Ente Autonomo Volturno, poi confluito in Enel nel 1962-63.

Fonte: rocchetta.info, "La sorgente Capo Volturno" (sito ufficiale turismo del Comune); Wikipedia IT, voce Volturno (wikitext verificato); terraincammino.it. Discrepanza di inquadramento: le fonti turistiche presentano Capo Volturno come "la" sorgente del Volturno, mentre Wikipedia specifica che il fiume nasce dai Monti della Meta e che le acque di Capo Volturno confluiscono nel corso principale presso Castel San Vincenzo — riportata la versione più precisa.