Pescopennataro
Il paese della pietra: tra i borghi più alti del Molise, custodisce secoli di scultura scalpellina e boschi rari di abete bianco al confine con l'Abruzzo.
<p>Foto: Pietro, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.</p>
Storia
Pescopennataro sorge su uno sperone roccioso all'estremo alto Molise, al confine con l'Abruzzo: il nome deriva dal latino “pesclum”/“peschio” (roccia) e “pinnata” (appuntita) — “roccia a punta”. Nella parte più alta dello sperone restano deboli tracce delle fondamenta di un antico castello.
Verso la metà del XII secolo il feudo di “Pesclum Pignaturum” era tenuto da Raynaldus filius Anibalis, con una rendita tripla rispetto ai paesi vicini. Passò poi a Rodolfo di Courtenay, quindi ai Sabràn, ai Cantelmo (attestati dal 1422), a Caldora, d'Afflitto e infine ai Caracciolo-Pignatelli. Il paese divenne comune autonomo il 1° maggio 1816. Fu quasi interamente distrutto da un incendio appiccato dai tedeschi il 16 novembre 1943, durante la Seconda guerra mondiale, e successivamente ricostruito.
Cosa vedere
Museo Civico della Pietra “Chiara Marinelli” — conserva oltre 1.600 reperti in selce e calcare che documentano l’antica lavorazione della pietra locale, con sezioni dedicate alle rocce, ai reperti preistorici e alla tradizione degli scalpellini pescolani.
Chiesa di San Bartolomeo Apostolo — chiesa madre del paese, edificata nel 1654 (poi ricostruita nel Novecento dopo le distruzioni belliche); custodisce un altare maggiore con ciborio ligneo dorato del 1699.
Chiesa della Madonna delle Grazie — situata nella piazza moderna del paese, ospita un altare dedicato a Santa Margherita d’Antiochia e un gruppo scultoreo della Deposizione.
Parco di Pinocchio — percorso nella pineta del paese arricchito da sculture in pietra ispirate a Pinocchio, realizzate nel 2008 e 2009 durante simposi di scultura dal vivo, testimonianza contemporanea della tradizione scalpellina locale.
Natura
Il territorio è noto per i rari boschi di abete bianco, oltre a faggete e cerrete. Il Bosco degli Abeti Soprani, tra Pescopennataro e Sant’Angelo del Pesco, è un Sito di Interesse Comunitario dominato dal Monte Campo (1.746 m), una delle vette più alte dell’Alto Molise; è anche bosco da seme per la riproduzione della specie in vivaio.
Tradizioni e sapori
Il patrono è San Rocco, festeggiato il 16 agosto; il 10-12 settembre si rinnova la festa di San Luca, legata all’omonimo eremo in una grotta calcarea oltre i 1.500 m di quota. Il 16 gennaio si festeggia Sant’Antonio Abate con un grande falò in Piazza del Popolo. Dal 1700 il paese è sede di un’importante scuola di scultori e scalpellini della pietra, i cui maestri lavorarono anche nella vicina Agnone.
Come arrivare
In auto
all’estremo alto Molise, a circa 50 km da Isernia.
In treno
la stazione più vicina è Isernia (circa 50 km), da cui proseguire con la linea bus Pescopennataro-Capracotta-Isernia.
Orario completo e biglietti su Trenitalia →
Dati in tempo reale da ViaggiaTreno (Trenitalia) — non copre i treni Italo.
Uffici turistici e associazioni
Pro Loco Pescopennataro
Domande frequenti
Perché Pescopennataro è chiamato “il paese della pietra”?
Perché dal 1700 ospita un'importante scuola di scultori e scalpellini che lavorano la pietra calcarea locale; le loro opere decorano chiese e palazzi in tutto l'Alto Molise, e la tradizione è oggi documentata nel Museo Civico della Pietra “Chiara Marinelli”.
Cosa si può vedere al Parco di Pinocchio di Pescopennataro?
Un percorso nella pineta del paese con sculture in pietra ispirate al Pinocchio di Collodi, realizzate nel 2008 e 2009 durante simposi di scultura dal vivo con artisti italiani e stranieri.
Quanto è alto Pescopennataro?
Il centro abitato si trova a circa 1.198-1.200 metri sul livello del mare, rendendolo tra i comuni più alti del Molise.