Forlì del Sannio

Un borgo sospeso tra Valle del Volturno e Alto Molise, nel punto dove l'Appennino centrale cede il passo a quello meridionale: il palazzo ducale dei Carafa e le rovine sannitiche di Santa Maria della Canonica.

  • 617 m s.l.m.
  • 627 abitanti
  • 12.3 km da Isernia
Rovine del castello e panorama del borgo di Forlì del Sannio

Foto: P Pasquale 86, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0" rel="license">CC BY-SA 4.0</a>, Wikimedia Commons

Storia

Forlì del Sannio è un piccolo comune montano della provincia di Isernia, a 617 metri di altitudine (627 abitanti, stima ISTAT al 1/1/2026, tuttitalia.it), nel punto in cui l'Appennino centrale cede il passo a quello meridionale — un valico noto localmente come "Bocca di Forlì". Il nome deriva dal latino Forum, trasformato nei secoli in "Forulum Julii" e poi "Foruli"/"Forolo"/"Forali": una lapide romana rinvenuta in contrada Santa Maria della Canonica ne conferma l'origine antica. L'insediamento sannitico originario, in realtà, non sorgeva dove si trova il paese attuale, ma qualche chilometro più a valle, nella stessa contrada, dove restano tracce di una fortificazione in pietre a secco (le cosiddette "mura ciclopiche") e i ruderi dell'antica chiesa di Santa Maria della Canonica.

In epoca longobarda il territorio fece parte della contea di Isernia; sotto gli Angioini passò alla giurisdizione della Badia di San Vincenzo al Volturno, fino alla devastazione saracena dell'abbazia. Nel 1395 divenne feudo della famiglia napoletana dei Carafa (ramo Spina), che nel 1618 — sotto Muzio Carafa — vi costruì il palazzo ducale, oggi in gran parte perduto insieme ai resti del castello sulla rocca (Via Castello). I Carafa mantennero il feudo fino all'abolizione della feudalità nel Regno di Napoli (1806). Politicamente il paese appartenne all'Abruzzo Ultra fino ai primi dell'Ottocento, poi passò al Contado del Molise; nel 1863 un regio decreto autorizzò il Comune ad aggiungere "del Sannio" al proprio nome, per distinguerlo dal più noto capoluogo romagnolo. Dal 1970 fa parte della provincia di Isernia, istituita quello stesso anno.

Cosa vedere

La Chiesa Madre di San Biagio, patrono del paese (festa il 3 febbraio), ha un impianto antico a tre navate con sette altari — una pianta insolitamente articolata per un borgo di queste dimensioni. Accanto, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie forma un corpo unico con l’ex convento, che oggi ospita il Municipio; ne resta visibile il chiostro. In paese si trova anche la Cappella del SS. Sacramento.

Fuori dal centro abitato, in contrada Macchia, presso il tracciato del tratturo Pescasseroli-Candela, sorge il Santuario di San Giuseppe Moscati. Nella contrada Acqua dei Rangi/Santa Maria della Canonica, qualche chilometro a valle del paese, restano invece i ruderi della chiesa di Santa Maria della Canonica e tracce delle cosiddette mura ciclopiche — una fortificazione in blocchi di pietra a secco riferibile all’insediamento sannitico che precedette l’attuale abitato.

Sulla rocca che domina il paese, in Via Castello, restano i resti dell’antico castello e del palazzo ducale fatto costruire nel 1618 da Muzio Carafa — oggi un belvedere panoramico sul borgo. Nel bosco detto “il giardino” si trova infine la “caccetta”, un tempo struttura di caccia, oggi nota come piccionaia.

Natura

Il territorio comunale, interamente montano, ha un’escursione altimetrica che va dai 370 ai 1.130 metri ed è attraversato dal torrente Vandrella. Proprio qui l’Appennino centrale lascia il posto a quello meridionale, in un valico noto come Bocca di Forlì. Il paese è a pochi chilometri dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (le Mainarde) e dal comprensorio sciistico di Roccaraso, e tocca il tratturo Pescasseroli-Candela, uno dei grandi assi della transumanza appenninica.

Tradizioni e sapori

Il calendario delle feste locali comprende la sagra del tartufo, la sagra del gambero e della trota, la sagra degli antichi sapori forlivesi e la sagra cazzariegl e fasciuol (pasta fatta a mano con fagioli e vino locale) — oltre a una passeggiata ecologica e alla tradizionale corsa con i cerchi. Tra i prodotti tipici: scamorze e formaggi di malga, arrosti di agnello e capretto, funghi e tartufi delle zone boschive circostanti.

Forlì del Sannio è gemellato con Rives, nel dipartimento francese dell’Isère. Lo stemma comunale, concesso con DPR del 6 marzo 1982, reca tre croci nere — quella centrale sormontata da una corona ducale azzurra, in memoria del feudo dei Carafa.

Come arrivare

In auto

da Isernia si percorrono la SP11 e poi la SS17 dell’Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico: circa 16 km, ~24 minuti di guida (calcolati via routing reale).

In treno

non esiste una stazione nel territorio comunale. La più vicina sulla rete attiva resta quella di Isernia. Una curiosità: sul tratto Sulmona–Isernia della storica Transiberiana d’Italia, la fermata di Montalto di Rionero Sannitico è la più prossima in linea d’aria — ma la linea è oggi percorsa solo da treni turistici stagionali, non da un servizio regolare.

21:44REG 23495per Boiano+1 min
22:27REG 23381per Boianoin orario

Dati in tempo reale da ViaggiaTreno (Trenitalia) — non copre i treni Italo.

Uffici turistici e associazioni

Comune

Comune di Forlì del Sannio

Indirizzo
Piazza Municipio 13
Telefono
0865-84301
Web
www.comune.forlidelsannio.is.it

Domande frequenti

Quanti abitanti ha Forlì del Sannio?

Circa 627 abitanti (stima ISTAT al 1/1/2026, tuttitalia.it), a 617 metri di altitudine, nel punto in cui l'Appennino centrale cede il passo a quello meridionale.

Cosa vedere a Forlì del Sannio?

La Chiesa Madre di San Biagio con i suoi sette altari, i resti del palazzo ducale fatto costruire nel 1618 da Muzio Carafa sulla rocca, e le rovine sannitiche di Santa Maria della Canonica, poco fuori dal paese.

Perché si chiama Forlì del Sannio?

Il nome originario era solo "Forlì" (dal latino Forum); nel 1863 un regio decreto autorizzò l'aggiunta di "del Sannio" per distinguerlo dall'omonimo capoluogo dell'Emilia-Romagna.