Castelverrino
Il comune più piccolo del Molise, arroccato su uno sperone di roccia a strapiombo sul torrente Verrino: mura medievali, un legame sorprendente con l'Olanda e la valle dell'Alto Molise ai suoi piedi.
Storia
Castelverrino è un piccolo comune dell'Alto Molise, in provincia di Isernia, a 600 metri di altitudine (87 abitanti, stima ISTAT al 1/1/2026, tuttitalia.it) — il comune meno popoloso dell'intero Molise e, per estensione territoriale (6,2 km²), il più piccolo della provincia di Isernia. Confina con Agnone, Pietrabbondante e Poggio Sannita. Il borgo sorge arroccato su uno sperone roccioso a strapiombo sul torrente Verrino, nel flysch di Agnone (una formazione di arenarie fortemente inclinate diffusa in tutto l'Alto Molise), da cui il paese prende il nome attuale.
Le origini risalgono all'epoca sannitica (II secolo a.C.); un primo insediamento fu distrutto dai Romani e il sito rimase a lungo disabitato. Il borgo medievale nacque nel XIV secolo dalla fusione di due nuclei distinti, Castelluccio (d'Agnone) e Santa Lucia in Verrino. In epoca normanna il centro compare nel Catalogus Baronum, sotto il dominio dei conti Borrello, con il nome di "Castelluczum". Sotto gli Angiò fu feudo della famiglia Della Posta; alla fine del Trecento passò ai Carafa e in seguito ai Caracciolo — gli stessi lignaggi che si sono succeduti nel possesso del Palazzo Baronale, passato nei secoli anche ai Cantelmo e ai Pagano prima di perdere la funzione difensiva originaria.
Amministrativamente il piccolo centro faceva capo a Poggio Sannita prima di diventare comune autonomo nel 1819 (una fonte, Wikipedia, riporta invece il 1820 con Regio Decreto n. 1876 del 25 gennaio — le due date potrebbero riflettere rispettivamente l'anno di effetto e quello di promulgazione del decreto). Il nome attuale, "Castelverrino", risale invece al 1893: un Regio Decreto lo sostituì al precedente "Castelluccio d'Agnone", riprendendo il nome del torrente Verrino. Il calo demografico è documentato con precisione fin dal Cinquecento: 33 fuochi nel 1532, 36 nel 1545, 45 nel 1561, poi 465 abitanti nel 1780 e un picco di 852 nel 1861, seguito da un declino pressoché ininterrotto fino ai 102 abitanti del 2019 e agli 87 di oggi.
Cosa vedere
Il centro storico, racchiuso entro un tracciato di mura di fortificazione, si sviluppa attorno a due piazze: in Piazza Dante si affacciano la Chiesa Parrocchiale dei Santi Simone e Giuda — con campanile separato dal corpo della chiesa, restaurata l’ultima volta nel 1970 — e il Palazzo Baronale, oggi abitazione privata, che fu il castello dei Della Posta prima di passare a Cantelmo, Carafa e Pagano. Accanto sorge l’unica struttura difensiva superstite delle antiche mura: una torre circolare di epoca angioina.
In Piazza Trento e Trieste si trovano invece una stele funeraria di epoca romana, un antico lavatoio e una fontana — testimonianze della presenza romana nell’area, sebbene il centro medievale sorga altrove rispetto all’insediamento antico. Il paese conserva anche due chiese minori: la Chiesa della Madonna della Libera, di origini antiche, e la Chiesa di Santa Lucia in Verrino, una chiesetta rurale in stile moderno sulle rive del torrente omonimo, accanto a un’area verde attrezzata con laghetto artificiale per la pesca. Lo stemma comunale è troncato: nella parte superiore un armellino naturale al lambello di rosso, in quella inferiore un castello d’argento merlato alla guelfa in campo azzurro.
Natura
Il territorio comunale, il più piccolo della provincia di Isernia per estensione (6,2 km²), è quasi interamente collinare, coltivato a foraggio, olivi e vigne. Il borgo domina la piccola gola scavata dal Vallone La Rocca, un affluente del torrente Verrino, nel punto in cui lo sperone roccioso su cui sorge il paese incontra la valle sottostante. La zona rientra nel flysch di Agnone, una formazione geologica di arenarie stratificate fortemente inclinate, comune a buona parte dell’Alto Molise.
Castelverrino è una delle tappe del Cammino delle Chiese Campestri, un itinerario escursionistico di circa 90 km che collega nove centri storici e quindici chiese rurali dell’Alto Molise.
Tradizioni e sapori
Il patrono è San Vincenzo, festeggiato la prima domenica di maggio. Il calendario religioso locale include anche la festa di Santa Lucia, la prima domenica di giugno, presso l’omonima chiesetta rurale, e la festa della Madonna della Libera l’8 settembre. La cucina tradizionale è quella tipica dell’Alto Molise pastorale: latticini, carni ovine, funghi e tartufi.
Il tratto più insolito della storia recente di Castelverrino è il legame nato con l’Olanda. Nel 2013 Joop Van Blijderveen, un ex direttore di banca di Amsterdam, raggiunse il borgo alla guida di un trattore, percorrendo circa 2.000 km attraverso Francia, Liguria, Toscana e Abruzzo a una velocità di circa 30 km/h — fu accolto in paese con una festa. Vi si stabilì in pianta stabile, dedicandosi all’agricoltura e costruendo una casa sul terreno acquistato. Da allora altre famiglie olandesi hanno acquistato casa a Castelverrino, per lo più come residenza per le vacanze: nel giugno 2025 l’associazione Università delle Generazioni ha lanciato per Castelverrino e per la vicina Poggio Sannita il progetto “Paesi dell’Amore”, un’iniziativa di accoglienza diffusa, turismo esperienziale e residenze artistiche pensata per contrastare lo spopolamento partendo proprio da questo precedente di “emigrazione inversa”.
Come arrivare
In auto
da Isernia si percorrono la SS17 dell’Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico, poi la SS650 di Fondo Valle Trigno e la SS651 di Pescolanciano: circa 34,8 km, ~43 minuti di guida (calcolati via routing reale).
In treno
non esiste una stazione nel territorio comunale; la più vicina sulla rete attiva resta quella di Isernia, a circa 34,8 km.
Orario completo e biglietti su Trenitalia →
Dati in tempo reale da ViaggiaTreno (Trenitalia) — non copre i treni Italo.
Uffici turistici e associazioni
Domande frequenti
Quanti abitanti ha Castelverrino?
È il comune più piccolo del Molise per popolazione, con circa 87 abitanti (stima ISTAT al 1/1/2026, tuttitalia.it) su un territorio di soli 6,2 km² — anch'esso il più piccolo della provincia di Isernia per estensione.
Perché Castelverrino ha un legame con l'Olanda?
Nel 2013 un ex direttore di banca di Amsterdam, Joop Van Blijderveen, raggiunse il borgo in trattore dai Paesi Bassi e vi si stabilì definitivamente. Da allora altre famiglie olandesi hanno acquistato casa in paese, spesso come residenza per le vacanze.
Da dove deriva il nome Castelverrino?
Il paese si chiamava in origine Castelluccio d'Agnone, nato nel XIV secolo dalla fusione con il borgo di Santa Lucia in Verrino. Nel 1893 un Regio Decreto lo rinominò Castelverrino, dal torrente Verrino su cui il borgo si affaccia.