Cantalupo nel Sannio

Il borgo ai piedi del Matese il cui nome, secondo la tradizione, ricorda l'insediamento di un capo bulgaro nel VII secolo: il castello dell'anno 1019 oggi quasi scomparso, l'esilio del poeta e storico Angelo di Costanzo e Sant'Anna patrona dal terremoto del 1805.

  • 587 m s.l.m.
  • 726 abitanti
  • 15.5 km da Isernia

Storia

Cantalupo nel Sannio è un piccolo comune di 726 abitanti della provincia di Isernia, a 587 m sui contrafforti del Matese, al confine con la provincia di Campobasso. Il nome, secondo la tradizione più accreditata (e la stessa pagina storica del Comune), deriverebbe dal bulgaro "Kan Teleped" ("residenza del capo"): nel 667, secondo il racconto di Paolo Diacono, il duca bulgaro Alzecone si stabilì con il suo popolo nel territorio tra Sepino, Bojano e Isernia per volere di Romualdo, figlio del re longobardo Grimoaldo — un episodio storico effettivamente documentato dalle fonti medievali, anche se il legame specifico con la fondazione di Cantalupo resta una tradizione locale, non un fatto accademicamente certo. Una seconda ipotesi, meno diffusa, fa derivare il nome dal greco, con il significato di "in mezzo al bosco".

Il primo riferimento scritto al paese risale al 1011, quando la Chiesa di Sant'Andrea in Cantalupo fu donata a Montecassino da Astenolfo, principe di Benevento e abate del monastero; nel 1019, secondo il Registrum di Pietro Diacono e il Chronicon Cassinense, il paese risulta già fortificato da un castello, di cui oggi non rimane quasi più traccia. Nel XII secolo il feudo era retto da Guglielmo de Pesclo per conto di Guidone de Guasto; nel 1452 Francesco Pandone lo cedette a Cola Sanframondo. Tra il 1546 e il 1549 vi fu confinato dal viceré di Napoli Pedro di Toledo lo storico e poeta napoletano Angelo di Costanzo, autore delle Istorie del Regno di Napoli — la narrazione di un esilio pluriennale, diffusa da fonti divulgative, è ridimensionata dagli studi più recenti (Treccani, Dizionario Biografico) a una reclusione di due-tre anni.

Solo dal 4 febbraio 1864 il paese assunse l'attuale denominazione "nel Sannio", per distinguersi da altri centri omonimi. Durante la Seconda guerra mondiale fu una delle 10 località molisane designate all'internamento libero di ebrei stranieri (1940-1943): con l'arrivo dell'esercito alleato nel settembre 1943 gli internati raggiunsero tutti i territori liberati del Sud Italia.

Cosa vedere

La Chiesa parrocchiale del SS. Salvatore, a tre navate e con titolare festeggiato il 6 agosto, custodisce la statua di Sant’Anna che la tradizione locale vuole rimasta illesa durante il terremoto del 26 luglio 1805 — da quel giorno la Santa è patrona del paese.

La Chiesetta della Madonna Addolorata conserva un’antica maiolica con iscrizione mariana. Nella frazione Taverna sorge la Chiesa della Madonna del Carmine, dei primi decenni del Seicento, meta ogni 30 luglio di una processione che compie tre giri intorno all’edificio.

Del castello medievale, documentato dal 1019 e appartenuto nel Cinquecento allo storico Angelo di Costanzo, non rimane quasi più traccia visibile.

Natura

Il paese sorge su un piccolo colle ai piedi del massiccio del Matese, nella parte occidentale della Piana di Boiano, circondato da colline boscose attraversate da sentieri escursionistici.

Tradizioni e sapori

Il paese venera Sant’Anna come patrona, con festeggiamenti dal 25 al 27 luglio, in memoria del terremoto del 1805 la cui statua avrebbe attraversato indenne nella Chiesa del SS. Salvatore. Il 30 luglio si tiene una processione con tre giri intorno alla Chiesa della Madonna del Carmine. Il calendario locale include anche le fiere di San Gennaro (17 settembre) e Sant’Andrea (27 novembre).

Cantalupo ha una storia di emigrazione rivolta soprattutto al Nord America: comunità di origine cantalupese si sono stabilite a Montreal (Quebec) e ad Anaconda (Montana, USA), dove è tuttora attiva l’Associazione di Sant’Anna di Cantalupo, dedicata alla patrona del paese d’origine.

Come arrivare

In auto

circa 19,8 km da Isernia (circa 20 minuti), lungo la SS17 dell’Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico in direzione Boiano/Campobasso.

In treno

la stazione di Bojano, a circa 10 km, è tornata pienamente attiva dal 19 gennaio 2026, con collegamenti diretti verso Roma e Napoli (via Caserta-Benevento): un collegamento reale e confermato. Il collegamento ferroviario locale verso Isernia (linea Isernia-Campobasso, via Carpinone e la stazione di Cantalupo del Sannio-Macchiagodena) resta invece sospeso dal 2020 per lavori di elettrificazione, con riapertura prevista nel 2028 — per raggiungere Bojano da qui serve quindi l’auto.

Nessuna partenza imminente in tabellone.

Dati in tempo reale da ViaggiaTreno (Trenitalia) — non copre i treni Italo.

Uffici turistici e associazioni

Comune

Comune di Cantalupo nel Sannio

Indirizzo
Piazza Gennaro de Majo 1
Telefono
0865-814206
Web
www.comune.cantalupo.is.it
Pro Loco

Pro Loco Fiorente

Domande frequenti

Cosa vedere a Cantalupo nel Sannio?

La Chiesa parrocchiale del SS. Salvatore, che custodisce la statua di Sant'Anna legata al terremoto del 1805, la Chiesa della Madonna del Carmine (primi del Seicento) nella frazione Taverna, e i resti del sito del castello medievale documentato dal 1019.

Da dove viene il nome di Cantalupo nel Sannio?

Secondo la tradizione più accreditata, dal bulgaro "Kan Teleped" ("residenza del capo"), legato all'insediamento nel 667 del duca bulgaro Alzecone nel territorio tra Sepino, Bojano e Isernia. Una seconda ipotesi, meno diffusa, lo fa derivare dal greco con il significato di "in mezzo al bosco". "Nel Sannio" fu aggiunto solo nel 1864, per distinguerlo da comuni omonimi.

Come si raggiunge Cantalupo nel Sannio da Isernia?

In auto sono circa 20 km (20 minuti) lungo la SS17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico. In treno la stazione più vicina, Cantalupo del Sannio-Macchiagodena, non è al momento raggiungibile: il tratto Isernia-Bojano della linea è sospeso dal 2020 per elettrificazione, con riapertura prevista nel 2028.