Carovilli
Borgo dell'Alto Molise tra boschi e tratturi sanniti: fortificazioni sul Monte Ferrante, tartufo bianco e la storica stazione della Transiberiana d'Italia.
<p>Foto: Dgandrea05, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.</p>
Storia
Il territorio di Carovilli fu abitato fin dall'epoca preistorica: nelle piane di San Mauro e Fontecurelli sono stati rinvenuti migliaia di reperti litici, in prevalenza del Paleolitico medio. L'area fu poi un importante insediamento sannita: sul Monte Ferrante sono visibili i resti di una fortificazione datata tra VI e V secolo a.C., una necropoli e un tempietto italico, oggi parte dell'itinerario archeologico delle “Vie Sacre” dell'Alto Molise, non lontano da Pietrabbondante. Il nome Carovilli è tradizionalmente fatto risalire al console romano Spurio Carvilio Massimo, citato da Livio.
Il primo insediamento medievale sorse attorno alla chiesa di San Pietro di Tasso, edificata dai Benedettini; intorno al 1450 il paese si spostò sulle pendici del monte. La prima attestazione documentale certa risale al 1068, quando un diploma attesta che un conte Borrello di Pietrabbondante donò Carovilli al Monastero di San Pietro Apostolo. Il feudo passò poi a Gurrello Origlia (1390), alla famiglia Marchesano nel Cinquecento e infine ai D'Alessandro, ultimi signori feudali fino all'abolizione della feudalità nel 1806. Nel 1811 Carovilli divenne capoluogo di Circondario.
Cosa vedere
Chiesa di Santa Maria Assunta — chiesa madre del paese, fondazione attribuita al X secolo, ricostruita a partire dal 1450 circa con rimaneggiamenti fino al Settecento (assetto barocco, 1729) e facciata rinascimentale attuale del 1900. Conserva un’acquasantiera cinquecentesca con decorazione a serpente, un fonte battesimale del 1622 e una statua lignea di San Donato dello scultore Silverio Giovannitti.
Chiesa di San Domenico — antica chiesa situata fuori dal centro abitato, lungo l’antico tratturo, su un piccolo pianoro che domina il paesaggio circostante.
Resti del convento benedettino di San Pietro di Tasso — nucleo del primo insediamento medievale del paese, prima dello spostamento dell’abitato sul versante del monte nel XV secolo.
Natura
Carovilli si trova nell’Alto Molise, tra 698 e circa 1.210 metri di quota, con vasti pascoli e boschi di querce e conifere. È il terzo comune per estensione all’interno della Riserva della Biosfera MAB UNESCO Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise. Sul territorio si trova l’Oasi Selva di Castiglione, bosco di cerri e abeti bianchi abitato da cervi, volpi, cinghiali e lupi. Il territorio è attraversato da due antichi tratturi, il Celano-Foggia e il Castel di Sangro-Lucera.
Tradizioni e sapori
Il patrono è Santo Stefano del Lupo, festeggiato il 19 luglio. Tradizione distintiva è “La Tresca”, rievocazione della trebbiatura del grano con i cavalli, celebrata ogni anno a fine agosto. Il paese è noto anche per la raccolta del tartufo bianco, tradizione documentata già in menu conviviali del XVIII secolo.
Come arrivare
In auto
nell’Alto Molise, a circa 24 km da Isernia.
In treno
la stazione più vicina con servizio attivo è Isernia (circa 24 km). Carovilli ha una propria stazione storica (Carovilli-Roccasicura) sulla linea Sulmona-Isernia, nota come “Transiberiana d’Italia”: chiusa al servizio ordinario dal 2010, è oggi percorsa da treni turistici storici del progetto “Binari senza tempo”.
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Dati in tempo reale da ViaggiaTreno (Trenitalia) — non copre i treni Italo.
Uffici turistici e associazioni
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Domande frequenti
Perché Carovilli è legata ai Sanniti?
Perché sul Monte Ferrante, nel suo territorio, si trovano i resti di una fortificazione sannita del VI-V secolo a.C., una necropoli e un tempietto italico, parte dell'itinerario archeologico delle “Vie Sacre” dell'Alto Molise, non lontano da Pietrabbondante.
Carovilli ha una stazione ferroviaria?
Sì, la stazione storica Carovilli-Roccasicura si trova sulla linea Sulmona-Isernia, oggi nota come “Transiberiana d'Italia”: non è più servita da treni ordinari dal 2010, ma è percorsa da treni turistici storici.
Quando si festeggia il patrono di Carovilli?
Il 19 luglio, in onore di Santo Stefano del Lupo.