Macchia d’Isernia

Un piccolo borgo alle porte di Isernia, con un castello baronale dalla loggia rinascimentale, una chiesa trecentesca e due sorprese che vanno oltre i confini regionali: la sede della casa automobilistica DR e uno dei festival blues più longevi d'Italia.

  • 355 m s.l.m.
  • 1.020 abitanti
  • 6.4 km da Isernia
Castello baronale D'Alena, Macchia d'Isernia, con la loggia rinascimentale ad archetti

Castello baronale D'Alena, Macchia d'Isernia. Foto: P Pasquale 86, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Storia

Macchia d'Isernia è un comune di 1.020 abitanti (stima ISTAT al 1/1/2026, tuttitalia.it) a 355 metri di altitudine, alle porte di Isernia (circa 9,7 km/15 minuti di auto, calcolati via routing reale) — di cui fu a lungo un avamposto e da cui si distaccò come comune autonomo solo nell'Ottocento. Il nome più diffuso, “Macchia Saracena”, viene tradizionalmente legato a un insediamento saraceno del X secolo — ma lo stesso Comune, sul proprio sito istituzionale, smentisce questa origine (“di saraceno a Macchia non vi è nulla”) e la considera leggenda popolare: l'ipotesi più accreditata risale invece all'epoca sannitica, dal termine medievale “Maccla Saracina” — “maccla” per zona boscosa, “sarracina” dall'osco “sarra” (rocca/roccia), a indicare una rupe alberata al centro dell'altopiano.

In epoca romana, quando nel III secolo a.C. fu costruita la via Latina, il colle ospitava poche case coloniche e fungeva da avamposto di controllo per il territorio settentrionale del Matese e per le terre di Isernia. Lungo la via sorsero diverse taverne per il ristoro dei viandanti, nell'area ancora oggi chiamata “le Taverne”: ne resta una testimonianza eccezionale in un bassorilievo, noto come “di Calidio Erotico”, oggi conservato al Museo del Louvre di Parigi (datato dagli studiosi al I secolo d.C., catalogato come CIL IX 2689). Il rilievo raffigura in tono scherzoso il conto di un'osteria — vino, pane, companatico e, per otto assi, “la ragazza” — ed è dibattuto tra gli epigrafisti se si tratti di una lapide funeraria o dell'insegna pubblicitaria di una locanda particolare.

La prima notizia documentata risale al 1269, quando il feudo fu assegnato ad Amerigo de Sus; nel 1343 Roberto d'Angiò lo cedette ad Andrea d'Isernia, poi passò alla famiglia Sabran di Agnone e, tra il 1464 e il 1519, ebbe le stesse vicende feudali di Monteroduni. Nella seconda metà del Cinquecento il feudo era dei De Maria (Luigi de Maria titolare nel 1586), poi di Giovan Donato della Marra, che vi ottenne il titolo ducale nel 1611; alla morte senza eredi di Giovambattista della Marra (febbraio 1630), i creditori ne imposero la vendita all'asta, aggiudicata nel 1638 a Cesare Garcia di Castel di Sangro per 24.650 ducati. Infine il feudo passò alla famiglia D'Alena, che lo tenne dalla seconda metà del Settecento fino all'abolizione della feudalità nel 1806 — dando il nome al castello che ancora oggi domina il borgo.

Nel 1811 Macchia fu assegnata al distretto di Isernia; ne divenne comune autonomo, secondo la stessa fonte comunale, “probabilmente” nel 1848 — la data non è certa nemmeno per il Comune. Fu collegio elettorale di Isernia dal 1861 (quando assunse la precisazione “d'Isernia”) e di Campobasso dal 1881, per tornare infine, dal 1970, alla provincia di Isernia. Oggi il paese è noto anche oltre i confini regionali per essere la sede legale e produttiva, nella locale Zona Industriale, di DR Automobiles: l'azienda, fondata nel 1985 a Macchia d'Isernia da Massimo Di Risio, ha dato vita nel 2006 al marchio DR e nel 2025 ha annunciato un investimento da 70 milioni di euro per ampliare lo stabilimento molisano, con circa trecento nuove assunzioni previste.

Cosa vedere

Castello baronale D’Alena — occupa una porzione consistente del borgo circolare, dominando con la sua mole la piazza antistante. Secondo una fonte fu edificato intorno al 1100; nei secoli passò attraverso diverse famiglie nobiliari (tra cui, per un periodo, gli stessi della Marra che detennero il feudo, vedi sopra) fino ad arrivare ai D’Alena, che gli diedero il nome attuale. Si segnala per la loggia rinascimentale ad archetti a tutto sesto (la sezione più antica, di epoca aragonese, poggia su cinque arcate), il cortile interno con scalinata a colonnato e i tre livelli più mansarda che un tempo ospitavano cantine e scuderie al piano terra, gli appartamenti nobiliari — con una cappella privata — al piano alto. Restaurato nel 1984, è oggi riportato allo splendore settecentesco.

Chiesa di San Nicola di Bari — nel cuore del borgo, risale al XIV secolo ed era in origine dedicata a San Biagio; fu ampiamente restaurata nel 1780 grazie ai baroni D’Alena e al vescovo di Isernia, e ridedicata a San Nicola di Bari in omaggio a Nicola D’Alena, primo feudatario della casata. Ha un portale barocco con timpano curvilineo spezzato, un campanile turrito medievale con feritoie e cantonali in pietra scalpellata, navata unica barocca all’interno.

Il bassorilievo di Calidio Erotico — pur non essendo più visibile in loco (è conservato al Louvre dal 1901, secondo le fonti accademiche), resta il reperto storico più noto legato a Macchia d’Isernia: un’iscrizione funeraria o un’insegna di osteria di età romana, tra le testimonianze più citate dagli studi di epigrafia latina sulla via Latina.

Natura

Il territorio comunale, tra i 245 e i 675 metri di altitudine, rientra nella zona di produzione dell’olio extravergine di oliva DOP Molise: gli uliveti locali (prevalentemente cultivar Leccino, con una quota di Pendolino) fanno parte di una tradizione olearia che affonda le radici in epoca romana.

Tradizioni e sapori

Il patrono è San Nicola di Bari, festeggiato il 9 maggio. Gli abitanti sono chiamati macchiaroli.

Dal 1996 il paese ospita ogni estate il Macchia Blues Festival, nato per iniziativa di un gruppo di volontari legati all’associazione “Sotto l’Albero”: è oggi uno dei festival blues più rilevanti d’Italia, con un motto che è anche un programma — “porta il tuo strumento e suona liberamente per le vie del paese”. Nel 2026 ha celebrato il trentesimo anniversario (18-19 luglio) ospitando, tra gli altri, il tre volte vincitore Grammy Fantastic Negrito.

Come arrivare

In auto

Macchia d’Isernia si trova a circa 9,7 km da Isernia (circa 15 minuti di guida, calcolati via routing reale), lungo la rete di strade provinciali che collegano i due comuni.

In treno

non c’è una stazione nel comune: la più vicina è quella di Isernia, alla stessa distanza sopra indicata.

21:44REG 23495per Boiano+1 min
22:27REG 23381per Boianoin orario

Dati in tempo reale da ViaggiaTreno (Trenitalia) — non copre i treni Italo.

Uffici turistici e associazioni

Comune

Comune di Macchia d'Isernia

Indirizzo
Largo Elena 2
Telefono
0865-55130
Web
www.comune.macchiadisernia.is.it
Pro Loco

Pro Loco Maccla

Domande frequenti

Quanti abitanti ha Macchia d'Isernia?

Circa 1.020 abitanti (stima ISTAT al 1° gennaio 2026, tuttitalia.it), a 355 metri di altitudine e a circa 15 minuti d'auto da Isernia.

Cosa vedere a Macchia d'Isernia?

Il Castello baronale D'Alena, con la sua loggia rinascimentale ad archetti, e la Chiesa di San Nicola di Bari, del XIV secolo con portale barocco.

Cos'è il Macchia Blues Festival?

Un festival musicale nato nel 1996, tra i più importanti d'Italia dedicati al blues: nel 2026 ha celebrato il trentesimo anniversario con artisti internazionali come il tre volte vincitore Grammy Fantastic Negrito.