Castelpizzuto
Il borgo più piccolo tra i monti del Matese molisano, tra il Palazzo Baronale diventato Municipio e l'antica festa dei serpari di San Domenico, gemella di quella di Cocullo.
Palazzo Baronale di Castelpizzuto, oggi sede del Municipio — foto P Pasquale 86, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Storia
Castelpizzuto è un piccolo borgo del Matese molisano, a 836 metri di altitudine in provincia di Isernia, con appena 135 abitanti (tuttitalia.it, stima ISTAT al 1/1/2026): uno dei comuni meno popolosi della provincia. Il nome deriva dalla forma appuntita ("pizzuta") del monte su cui sorge; in dialetto locale il paese è chiamato "Rù Pëzzùtë".
Fu fondato dagli Angioini intorno al 1269, quando Carlo I d'Angiò concesse il feudo a Tommaso d'Evoli. Nel tardo Duecento il possedimento risultava già diviso tra tre feudatari; nel 1316 Alferio d'Isernia ne consolidò il controllo, assumendo il titolo di "Signore di Pizzuti". Seguirono nei secoli le famiglie Gaetani, Pandone, Capece Galeota e D'Agostino, fino a quando, nel 1575, Silvia d'Agostino cedette il feudo ai Terzi, che lo mantennero fino all'abolizione della feudalità nel 1806 — il conte Pasquale Terzi risulta l'ultimo feudatario documentato.
Nel 1807 il comune fu aggregato a Sant'Agapito (distretto di Isernia, governo di Monteroduni); riacquistò l'autonomia amministrativa nel 1815, passando al distretto di Cantalupo nel Sannio.
Cosa vedere
Palazzo Baronale — il castello del paese, fondato nel 1269 insieme al borgo, con pianta rettangolare irregolare e una torre angolare semicircolare con loggia e finestre ad arco tondo; la facciata fu rimaneggiata nell’Ottocento. Rimasto abbandonato per decenni, è stato acquistato e restaurato dal Comune nel 2009, diventando la sede del Municipio — oggi visitabile.
Chiesa di Sant’Agata — la chiesa parrocchiale, dedicata alla patrona del paese (festa il 5 febbraio), risale al XIV secolo e fu ampiamente rimaneggiata in epoca tardo-barocca: pianta rettangolare, pareti bianche, facciata a capanna con portale ad arco a tutto sesto e campanile a torre. All’interno, un altare maggiore e sette altari laterali. Secondo una fonte, sull’architrave del portale è incisa la data 1594.
Chiesa di San Sebastiano e Cappella Carangi (dedicata a Sant’Antonio) — nel centro storico.
Natura
Il territorio comunale, tra i più piccoli della provincia di Isernia, si estende sui monti del Matese con un’escursione altimetrica che va dai 700 metri del Vallone Lorda ai 1.400 metri del Monte Patalecchia — lo stesso rilievo alle cui pendici sorge, nel vicino comune di Castelpetroso, il luogo dell’apparizione mariana del 1888. Il Vallone Lorda, attraversato dal torrente omonimo, tocca anche il confinante comune di Longano.
Una curiosità legata all’architettura locale: le case del borgo hanno tetti in scandole di pietra (“licie”), molto inclinati per far scivolare l’acqua piovana — che veniva raccolta per conservare le pere, chiamate localmente “pere risciole”. Nel territorio si trova anche la sorgente oligominerale della Folgara.
Tradizioni e sapori
La festa più conosciuta del paese è quella di San Domenico Abate, l’ultima domenica di maggio: fino alla prima metà degli anni ’20 del Novecento, la statua del santo veniva ricoperta con serpenti catturati nei campi circostanti, in una tradizione gemella della più nota festa dei serpari di Cocullo (Abruzzo). Secondo la tradizione orale locale, la pratica cessò dopo un incidente: un uomo fu morso a un braccio da un grosso rettile, e una donna incinta che assisteva alla scena perse il bambino per lo spavento. Il culto fu introdotto nel 1888 dall’arciprete Bonaventura Caranci, che secondo la tradizione fu guarito dal morso di un cane rabbioso per intercessione del santo, invocato contro la rabbia e il veleno.
Le altre festività dell’anno sono quelle di Sant’Agata, patrona (5 febbraio), Sant’Anna (26 luglio) e Santa Lucia (prima domenica di settembre). Tra i piatti della tradizione: minestra di farro, “acquaonta”, “mbaniccia”, polenta con salsiccia, formaggi di capra e pecora.
Come arrivare
In auto
il paese si raggiunge dalla SP21 Isernia–Castelpizzuto; da Isernia sono circa 14,7 km (~24 minuti di guida, calcolati via routing reale).
In treno
non esiste una stazione nel comune. La più vicina in linea d’aria sarebbe quella di Carpinone (vicino al confinante Castelpetroso), ma il collegamento stradale reale risulta più lungo (circa 25,5 km/35 minuti, verificato via routing) per la conformazione del territorio montano: in pratica la stazione più comoda resta quella di Isernia (14,7 km), sulla stessa direttrice della strada verso il paese.
Orario completo e biglietti su Trenitalia →
Dati in tempo reale da ViaggiaTreno (Trenitalia) — non copre i treni Italo.
Uffici turistici e associazioni
Comune di Castelpizzuto
- Indirizzo
- Via S. Lorenzo 19
- Telefono
- 0865-576003
- Web
- www.comune.castelpizzuto.is.it
Domande frequenti
Quanti abitanti ha Castelpizzuto?
Circa 135 abitanti (stima ISTAT al 1/1/2026, tuttitalia.it) — uno dei comuni meno popolosi della provincia di Isernia, a 836 metri sui monti del Matese.
Cosa vedere a Castelpizzuto?
Il Palazzo Baronale del 1269, oggi sede del Municipio dopo il restauro del 2009, e la Chiesa di Sant'Agata, patrona del paese, con altare maggiore e sette altari laterali.
Cos'è la festa di San Domenico a Castelpizzuto?
Una festa dell'ultima domenica di maggio, gemella di quella più nota di Cocullo (Abruzzo): fino agli anni '20 del Novecento la statua del santo veniva ricoperta di serpenti catturati nei campi, tradizione cessata dopo un incidente.