Acquaviva d’Isernia

Un piccolo borgo nell'alta valle del Volturno ai piedi delle Mainarde, con il Castello dei Carmignano di origine longobarda e la Chiesa di Sant'Anastasio.

  • 741 m s.l.m.
  • 346 abitanti
  • 10.8 km da Isernia
Il Palazzo Baronale (Castello dei Carmignano) di Acquaviva d'Isernia, con la scalinata di accesso e lo stemma comunale

Palazzo Baronale, Acquaviva d'Isernia — foto di P Pasquale 86, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Storia

Acquaviva d'Isernia è un piccolo comune della provincia di Isernia (346 abitanti, ISTAT 01/01/2026), arroccato nell'alta valle del Volturno ai piedi delle Mainarde, lungo il corso del torrente Rio. Il borgo conserva il Castello dei Carmignano, di impianto longobardo, e la Chiesa di Sant'Anastasio, il cui patrono si festeggia il 22 gennaio con il rito de "La Focata".

Le origini del sito risalgono almeno all'VIII secolo, quando fu colonizzato da coloni autorizzati dall'Abbazia di San Vincenzo al Volturno, di cui il feudo (allora "Aqua Viva") fece parte secondo il Chronicon Vulturnense. Tra il 1039 e il 1045 i conti Borrello, famiglia di origine longobarda, usurparono il territorio; l'abbazia lo recuperò tra il 1053 e il 1076 sotto l'abate Giovanni V. Seguirono diversi feudatari: Filippo d'Angosa, a cui Carlo d'Angiò concesse il feudo nel 1269, Matteo di Rossiaco, Iacovella di Ceccano (1317), la famiglia Cantelmo (metà del XIV secolo) e infine, dal XVII secolo, i Carmignano, che diedero il nome al castello e lo trasformarono in residenza nobiliare nella seconda metà del Settecento — la fortificazione fu poi gravemente danneggiata durante la Seconda guerra mondiale.

Sul piano amministrativo, il comune entrò nel circondario di Isernia nel 1807 (sotto il governo di Rionero Sannitico, con sede spostata a Forlì del Sannio dal 1811) e ottenne l'autonomia comunale nel 1820 con Regio Decreto n. 1876 del 25 gennaio. Fu poi aggregato a Forlì del Sannio nel 1928, in epoca fascista, per tornare autonomo definitivamente nel 1946. Stemma e gonfalone sono stati riconosciuti con decreto presidenziale del 23 ottobre 1997. Il terremoto del 1805, detto "di Sant'Anna", causò gravi danni al centro abitato, inclusa la Chiesa di Sant'Anastasio, ricostruita entro l'anno successivo come attesta l'epigrafe del 1806.

Cosa vedere

Il Castello dei Carmignano conserva l’impianto longobardo originario, costruito quando i monaci di San Vincenzo al Volturno furono autorizzati dai duchi di Benevento a fortificare il territorio contro le incursioni saracene. Oggi ne rimane “un malmesso involucro esterno”, con un portale settecentesco al posto dell’antico ponte levatoio e una scalinata interna che conduceva a una corte sopraelevata — gravemente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale.

La Chiesa di Sant’Anastasio, che sorge di fronte al castello, risale all’XI secolo ed è preceduta da un’imponente scalinata con ramificazioni laterali. Danneggiata dal terremoto del 1805, fu ricostruita entro un anno, come ricorda l’epigrafe latina “SACELLUM HOC TEMPORE DESTRUCTUM ITERUM FIERI FECIT DEVOTIO POPULI A. D. 1806”.

Completano il patrimonio religioso la Cappellina della Madonna del Rosario, anch’essa ricostruita dopo il sisma del 1805, e il Santuario di Santa Maria Assunta.

Natura

Il territorio comunale si estende nel bacino del fiume Volturno, alla destra del torrente Rio, tra i 575 e i 1.202 metri di quota, con boschi di quercia e carpino e ampie vedute sulla catena delle Mainarde, non lontano dalle stazioni sciistiche abruzzesi. Nella zona è documentato anche un insediamento sannita lungo il tratturo Pescasseroli-Candela.

Tradizioni e sapori

Il patrono è Sant’Anastasio, festeggiato il 22 gennaio con “La Focata”: un falò notturno benedetto dal sacerdote, accompagnato da una processione religiosa. Tra gli appuntamenti dell’estate, la Fagiolata celebra il fagiolo locale, ingrediente principe della cucina del borgo insieme a piatti come “sagn’ e fasciuol” e “cotigh’ e fasciuol”, e dolci tradizionali come “scurpell” e pizzelle.

Come arrivare

In auto

circa 20 km da Isernia (~30 minuti), lungo la SS17 dell’Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico e la sua variante, in direzione dell’Alta Valle del Volturno.

In treno

la stazione più vicina è quella di Isernia (circa 20 km).

21:44REG 23495per Boiano+1 min
22:27REG 23381per Boianoin orario

Dati in tempo reale da ViaggiaTreno (Trenitalia) — non copre i treni Italo.

Uffici turistici e associazioni

Comune

Comune di Acquaviva d'Isernia

Telefono
0865-84260
Web
comune.acquavivadisernia.is.it

Domande frequenti

Cosa vedere ad Acquaviva d'Isernia?

Il Castello dei Carmignano, fortificazione di origine longobarda con portale settecentesco, la Chiesa di Sant'Anastasio dell'XI secolo con la sua imponente scalinata, e il Santuario di Santa Maria Assunta.

Qual è la storia del castello di Acquaviva d'Isernia?

Ha impianto longobardo, fu conteso da diversi feudatari (tra cui i Cantelmo e infine i Carmignano, che nel Settecento lo trasformarono in residenza nobiliare) e fu gravemente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale.

Quando si festeggia il patrono di Acquaviva d'Isernia?

Sant'Anastasio si festeggia il 22 gennaio con "La Focata", un falò notturno benedetto dal sacerdote e accompagnato da una processione religiosa.