Pescolanciano
Un castello ducale su uno sperone di roccia, dove nel Settecento nacque una raffinata manifattura di maioliche.
<p>Foto: Pietro, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.</p>
Storia
Pescolanciano sorge su uno sperone roccioso (“peschio”) che domina la valle, in un punto strategico lungo l'antico tratturo Castel di Sangro-Lucera, la via armentizia che collegava l'Appennino abruzzese al Tavoliere delle Puglie per la transumanza. Le prime menzioni storiche certe risalgono al XIII secolo, quando il feudo — allora chiamato “Pesclum Lanzanum” — era retto da Ruggero di Peschio-Langiano sotto Federico II; nel Catalogus Baronum il feudo compare tra le terre del barone normanno Berardo de Calvello. Passò poi alla famiglia d'Evoli e, con l'arrivo degli Angioini, ai Carafa della Spina.
Tra il 1576 e il 1579 il feudo passò alla famiglia d'Alessandro tramite matrimonio; nel 1654 la baronia fu elevata a ducato. I d'Alessandro tennero il feudo fino all'abolizione della feudalità nel 1806, segnandone profondamente la storia culturale ed economica: tra il 1780 e il 1795 il duca Pasquale Maria d'Alessandro vi fondò una manifattura di maioliche e porcellane di grande raffinatezza. Il paese fu duramente colpito dal terremoto del 1805, che danneggiò gravemente anche il castello, ricostruito a partire dal 1820.
Cosa vedere
Castello Ducale d’Alessandro — fortificazione su sperone roccioso con torre mastio, torre cilindrica e bastione merlato originari; il ponte levatoio, ancora visibile, fu completato nel 1691. Dal 1780 al 1795 vi operò la celebre manifattura ducale di maioliche e porcellane, oggi raccontata dal Museo delle Ceramiche allestito nei locali dell’antica Taverna del Duca.
Cappella palatina del castello — decorata con marmi intarsiati, stucchi e dipinti completati nel 1628; dal 1673 custodisce le reliquie di Sant’Alessandro di Bergamo, patrono della famiglia d’Alessandro.
Chiesa Parrocchiale del Santissimo Salvatore — edificio tardo-barocco (XVII-XVIII secolo) a pianta centrale con soffitto ligneo a capriate e sei cappelle laterali costruite in epoche diverse; cupola ottagonale completata nel 1770, campanile nel 1844.
Natura
Il territorio comunale, tra 645 e 1.378 metri di quota verso il Monte Totila, è coperto da boschi e fa parte della Riserva della Biosfera MAB UNESCO Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise (Pescolanciano ne è il quarto comune per estensione). Vi si trovano resti di tholoi, antiche capanne in pietra a secco usate come ricoveri per il bestiame lungo l’antico tratturo Castel di Sangro-Lucera.
Tradizioni e sapori
La patrona è Sant’Anna, festeggiata il 26 luglio con la tradizionale “Sfilata dei Covoni” (25-26 luglio), una processione con covoni di grano che commemora la protezione della popolazione durante il terremoto del 1805.
Come arrivare
In auto
nell’Alto Molise, a circa 12 km a nord-est da Isernia.
In treno
la stazione più vicina è Isernia (circa 12 km), collegata con Roma e Napoli. Pescolanciano ebbe in passato una propria stazione, capolinea della storica ferrovia Agnone-Pescolanciano, distrutta nel 1943 e mai ricostruita.
Orario completo e biglietti su Trenitalia →
Dati in tempo reale da ViaggiaTreno (Trenitalia) — non copre i treni Italo.
Uffici turistici e associazioni
Comune di Pescolanciano
- Indirizzo
- Via Roma 65
- Telefono
- 0865-832172
- Web
- www.comune.pescolanciano.is.it
Domande frequenti
Cosa rende famoso il Castello Ducale d'Alessandro di Pescolanciano?
È noto per aver ospitato, tra il 1780 e il 1795, una manifattura ducale di maioliche e porcellane fondata dal duca Pasquale Maria d'Alessandro, oggi raccontata dal Museo delle Ceramiche del castello.
Qual è il santo patrono di Pescolanciano e quando si festeggia?
La patrona è Sant'Anna, festeggiata il 26 luglio con la tradizionale “Sfilata dei Covoni”, una processione con covoni di grano che ricorda lo scampato pericolo della popolazione durante il terremoto del 1805.
Quanto dista Pescolanciano da Isernia?
Circa 12 km a nord-est; la stazione ferroviaria più vicina è quella di Isernia, collegata con Roma e Napoli.