Castel San Vincenzo
Il lago turchese dell'alto Volturno e la millenaria Abbazia di San Vincenzo al Volturno, tra i monasteri benedettini più importanti dell'alto medioevo europeo.
Il lago di Castel San Vincenzo — foto di Luckysub, licenza CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons.
Storia
Il territorio di Castel San Vincenzo era abitato già in epoca tardo-romana, come testimoniano i resti di un insediamento agricolo e di una cappella dedicata a San Vincenzo risalente al V-VI secolo. Tra il X e l'XI secolo, quando l'abbazia di San Vincenzo al Volturno riorganizzò il proprio patrimonio fondiario per proteggerlo, nacquero i due nuclei di Castellone al Volturno e San Vincenzo al Volturno, sviluppati attorno al monastero. I due comuni sono rimasti distinti per secoli, ciascuno con la propria piazza — ancora oggi il paese ha un doppio impianto urbano — fino all'unificazione amministrativa del 1928, decisa per regio decreto. Dal 1990 il territorio comunale rientra nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
Cosa vedere
Abbazia di San Vincenzo al Volturno — uno dei monasteri benedettini più importanti dell’alto medioevo europeo, fondato nei primi decenni dell’VIII secolo dai monaci Paldo, Tato e Taso su un preesistente oratorio dedicato a San Vincenzo. Nel IX secolo, sotto gli abati Giosuè, Talarico ed Epifanio, arrivò a ospitare fino a 350 monaci. Devastata da un terremoto nell’848 e saccheggiata dai Saraceni nell’881, fu ricostruita nel secolo successivo. Sulla sponda sinistra del Volturno restano gli scavi archeologici della basilica originaria (V-VI secolo) e del monastero altomedievale; sulla sponda destra sorge l’abbazia ricostruita nel XII secolo, oggi sede di una comunità benedettina attiva. Dal dicembre 2014 il sito è gestito dal Ministero della Cultura come museo archeologico.
Cripta dell’Abate Epifanio — la chiesa settentrionale del complesso altomedievale, con un ciclo di affreschi di scuola benedettina databile al 824-842 circa: scene della vita di Cristo e della Madonna in stile bizantineggiante, con l’abate Epifanio stesso ritratto nell’opera. È considerata una delle testimonianze pittoriche altomedievali più importanti d’Europa.
Natura
Il lago di Castel San Vincenzo, conosciuto come “il lago turchese del Molise” per il colore delle sue acque, è un bacino artificiale realizzato alla fine degli anni ’50 a scopo idroelettrico nella valle dell’alto Volturno. Il territorio comunale rientra nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise dal 1990.
Tradizioni e sapori
Il santo patrono è San Martino di Tours.
Come arrivare
In auto
nell’alta valle del Volturno, a circa 26 km da Isernia.
In treno
la stazione più vicina è Isernia (circa 26 km), collegata a Castel San Vincenzo dall’autolinea Lariviera Campobasso-Isernia-Castel San Vincenzo.
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Dati in tempo reale da ViaggiaTreno (Trenitalia) — non copre i treni Italo.
Uffici turistici e associazioni
Dormi e mangia a Castel San Vincenzo
Domande frequenti
Cosa rende famosa l'Abbazia di San Vincenzo al Volturno?
È uno dei monasteri benedettini più importanti dell'alto medioevo europeo, fondato nei primi decenni dell'VIII secolo dai monaci Paldo, Tato e Taso — nel IX secolo ospitava fino a 350 monaci. Conserva gli affreschi della Cripta dell'Abate Epifanio (824-842 circa), tra le testimonianze pittoriche altomedievali più importanti d'Europa.
Perché il lago di Castel San Vincenzo è chiamato “il lago turchese del Molise”?
Per il caratteristico colore turchese delle sue acque. È un bacino artificiale, realizzato alla fine degli anni '50 a scopo idroelettrico nella valle dell'alto Volturno, oggi all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
Da dove nasce il nome “Castel San Vincenzo”?
Dall'unificazione amministrativa, decisa nel 1928, dei due comuni di Castellone al Volturno e San Vincenzo al Volturno, sviluppatisi fin dal X-XI secolo attorno all'abbazia — ancora oggi il paese conserva un doppio impianto urbano con due piazze.

